Una strana febbre

Un caso clinico di encefalite limbica autoimmune: dallo stato confusionale e dalle crisi epilettiche alla valutazione neuropsicologica, alla RM e alla diagnosi sindromica.

In questa risorsa

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Il caso clinico: esordio, storia e prime ipotesi sindromiche

La signora M., 49 anni, fra stato confusionale, crisi epilettiche e febbre: storia clinica, quadro in neurologia e diagnosi sindromiche di primo livello.

Finalità didattiche

Il caso permette di acquisire una conoscenza del quadro clinico legato a un'infiammazione di determinate strutture cerebrali (che il lettore imparerà a riconoscere nel corso della trattazione) attraverso la descrizione dei sintomi, la valutazione neuropsicologica e le immagini della RM, e di stabilire correlazioni fra i danni anatomici e i corrispettivi deficit neurologici e neuropsicologici.

Il caso dimostra anche l'importanza di una collaborazione - circostanza non comune - fra neurologo e neuropsicologo, che inizia già nella fase di esordio della malattia, con entrambi "al letto dell'ammalato".

Storia clinica: l'esordio

La signora M., 49 anni, giunge al Pronto Soccorso accompagnata dai familiari, che riferiscono la comparsa di stato confusionale, crisi epilettiche subentranti fino allo stato di male, febbre da tre giorni e disartria dal giorno precedente. Per questo motivo la paziente viene trasferita nel centro di rianimazione, dove viene sedata e intubata.

Durante il ricovero in terapia intensiva la paziente è seguita costantemente dagli specialisti neurologi; lo stato di male epilettico, clinico ed elettrico, viene controllato con farmaci anticomiziali e monitorato con EEG fino alla sua risoluzione. Dopo il risveglio dal coma viene ricoverata in neurologia. Quando recupera la vigilanza ed è in grado di collaborare, viene condotto un colloquio clinico (registrato anche in video) durante il quale si raccolgono gli elementi anamnestici e le prime osservazioni.

Storia clinica: il quadro in neurologia

Durante il ricovero in neurologia, pur vigile, collaborante e senza crisi comiziali, la paziente presenta:

  • un rallentamento psicomotorio;
  • consapevolezza fluttuante, a tratti presente, altre volte ridotta o addirittura assente;
  • tendenza a sovrastimare la propria autonomia;
  • lacune mnesiche e parziale anosognosia delle difficoltà cognitive, riferite invece dai familiari;
  • disorientamento spazio-temporale;
  • eloquio spontaneo fluente, corretto dal punto di vista morfo-sintattico, senza evidenti difficoltà di accesso lessicale, lievemente rallentato;
  • comprensione, articolazione, prosodia e iniziativa verbale conservate;
  • tendenza alla confabulazione.

Question time. Sulla base della sola storia clinica, quali diagnosi sindromiche di primo livello formuleresti? Prova a ipotizzarle prima di proseguire.

Diagnosi sindromiche di primo livello

Le diagnosi di primo livello ipotizzabili alla luce dei dati raccolti in fase di colloquio sono:

  • Sindrome confusionale — l'ipotesi di una sindrome confusionale prodromica al ricovero emerge, pur essendo la paziente ora vigile, dalla riduzione del campo di coscienza, con apparente riduzione dell'attenzione, della consapevolezza e della lucidità a carattere fluttuante e con disorientamento.
  • Sindrome amnesica — si basa sulla presenza delle lacune mnesiche emerse durante il colloquio.
  • Coinvolgimento cortico-sottocorticale — l'ipotesi deriva dalle osservazioni relative al rallentamento psicomotorio e a sintomi quali l'eloquio lievemente rallentato e i comportamenti confabulatori.

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