Un disturbo neurocognitivo cronico nasconde il rischio di gravi eventi avversi
Un MCI amnesico apparentemente comune che, attraverso il monitoraggio clinico, neuropsicologico e neuroradiologico, rivela un'angiopatia cerebrale amiloide a rischio di emorragie lobari.
Modulo 1
Il caso clinico: storia e finalità
Uomo di 74 anni con MCI amnesico e disturbo dell'umore dopo il Covid-19: finalità didattiche e storia clinica del paziente.
Finalità didattiche
Questo caso clinico ha diverse finalità didattiche:
- una storia clinica non lineare, che rimarca l'importanza di un monitoraggio del paziente nel tempo;
- l'interpretazione di un deficit neuropsicologico non confinato a sé stesso, ma possibile solo in associazione alla storia clinica e agli esami di neuroimaging;
- la diagnosi differenziale rivolta a comprendere la precisa eziologia del deficit neurocognitivo del paziente;
- i rischi di eventi avversi acuti pur in una situazione di cronicità del deficit cognitivo;
- l'importanza della diagnosi per le decisioni terapeutiche;
- il ruolo di altri fattori oltre la patologia amiloidea.
Storia clinica del paziente
Uomo di 74 anni. Da circa cinque anni, dopo una grave infezione da Covid-19 (nel 2021) curata in ambiente ospedaliero, inizia a presentare una riduzione dell'umore (che tuttora persiste) e disturbi di memoria, con successivo rallentamento ideativo. Nell'ultimo anno riferisce una riduzione della fluenza verbale. Iperteso, con doppler carotideo che mostra una stenosi del 25%. Assume ASA (acido acetilsalicilico).
Il paziente è seguito dal 2023 presso un CDCD (Centro per i Disturbi Cognitivi e le Demenze). Nell'ottobre 2024 un MMSE evidenzia un punteggio di 28/30 e un MoCA di 26/30. In sintesi si evidenzia solo un deficit di memoria (MCI amnesico) e una riduzione del tono dell'umore, nel contesto di una conservazione delle autonomie e degli altri domini cognitivi.