Deficit cognitivi: reversibili o irreversibili in questo caso?

Un caso clinico di idrocefalo normoteso idiopatico: dalla valutazione neuropsicologica al neuroimaging, fino alla diagnosi differenziale e al trattamento reversibile.

In questa risorsa

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Il caso clinico: storia e finalità

Una paziente di 61 anni con un anno di disturbi di memoria e attenzione: storia clinica e la domanda guida sulla reversibilità del deficit.

Finalità didattiche

Attraverso l'analisi della storia clinica e l'esame neuropsicologico, l'obiettivo è comprendere il profilo cognitivo della paziente e correlarlo all'esame di neuroimaging, per formulare una diagnosi di deficit cognitivi da patologia irreversibile oppure reversibile e, in questo caso, valutare quale sia l'intervento terapeutico adatto.

Storia clinica

La paziente, di 61 anni, ha conseguito il diploma di scuola superiore e ha lavorato in un'agenzia di viaggi. Da diversi anni è affetta da diabete.

Da circa un anno riferisce una riduzione della memoria e dell'attenzione, accentuata dalla consapevolezza di avere avuto sempre una memoria molto buona.

La paziente si mostra vigile, orientata, motivata e collaborante, ma con difficoltà di concentrazione, dovuta anche alla tendenza a interrompere l'esaminatore durante la consegna dei compiti con atteggiamenti di impulsività e pensieri di autosvalutazione.

Deficit cognitivi: reversibili o irreversibili in questo caso?

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